Esaltazione della Croce

Consapevoli del fatto
che abbiamo abbondantemente
infangato il creato
che il Cristo aveva rinnovato
con la sua gloriosa resurrezione,
cerchiamo la redenzione
facendoci almeno operatori di giustizia
per quanti oggi pagano con la vita,
la perdita di affetti e averi,
solo perché nel loro corpo portano le stigmate di Cristo
e si rifiutano di smettere di esserne fieri!
Adoperandoci in ogni modo a noi consono
per dare giustizia ai cristiani del Medio Oriente
e ovunque perseguitati preghiamo così dicendo:
Sul Golgota,
volontariamente innalzato sulla croce,
il Signore ha operato la nostra salvezza,
rinnovando tutta la creazione;
deposto in quella tomba ricettacolo di vita,
il terzo giorno
come Dio è risorto:
e noi tutti, insieme alle schiere degli incorporei,
celebriamo l’inaugurazione
della sua radiosa e venerabile resurrezione!

Buona domenica
e buona festa dell’esaltazione della santa Croce.

Con fede tenace

Continuiamo a pregare in comunione con la chiesa Greco-Melkita e tutti i cristiani perseguitati
e le persone di buona volontà che non trovano pace causa l’egoismo dell’uomo.
Vi invito anche a leggere l’articolo di Baumann pubblicato a parte.

Domenica 23 agosto:

La fine dell’anno liturgico si appresta,
seguiamo allora di buon grado
la giusta esortazione dell’apostolo Paolo,
vigiliamo, siamo saldi nella fede,
comportiamoci da uomini
e non dimentichiamo mai chi soffre,
oggi a maggior ragione
quanti sono vittime
della umana ingiustizia!
preghiamo!

Domenica 30 agosto:

Il tuo popolo o degna di ogni canto,
fa festa oggi per la deposizione della tua preziosa cintura,
e con ardore a te grida:
Gioisci, Vergine, vanto cristiani.
Preghiamo con fede tenace
il nostro vanto, affinché
liberi da ogni minaccia i suoi figli
oggi da ogni dove
violentemente vessati!
buona fine anno liturgico

Coscienza in vacanza?

Coscienza in vacanza?

All’indomani della grande festa
della dormizione della Madre di Dio,
(assunzione al cielo di Maria)
alla quale abbiamo affidato la nostra preghiera
per tutti i cristiani oggi perseguitati e spogliati anche dei loro luoghi di culto,
le affidiamo anche tutte le donne
fatte oggetto dei piaceri inauditi degli uomini,
oggetto della violenza degli uomini,
fatte oggetto anche da vendere e comperare,
Lei la Sempre vergine e Vergine potente,
le sorregga tutte,
nel presente, nel passato e nel futuro,
le sorregga e le custodisca!
Preghiamo perché il mondo cambi finalmente direzione!

Anche se è tempo di vacanza,
non mandiamo in vacanza
la nostra coscienza civica e cristiana:
“oggi” non è tempo di vacanza!

Grazie

Da martire a martiri

Ricordando con amore
tutti i martiri
contemporanei e antichi,
preghiamo per loro
perché vogliano intercedere
presso il Signore anche per noi,
rendendoci veri difensori della fede,
rivolgiamoci dunque
al primo martire Santo Stefano,
così dicendo:
«Sei stato il primo dei diaconi
e anche il primo dei martiri,
o Stefano santissimo:
sei divenuto strada per i santi,
e hai condotto al Signore molti martiri.
Perciò il cielo a te si è aperto,
e Dio ti si è apparso:
supplicalo per la salvezza delle anime nostre»

Non cessiamo di pregare per sostenere i nostri fratelli perseguitati.

Un anno dopo Mosul

Dopo aver celebrato degnamente
la memoria dei santi padri conciliari,
grazie alla cui riflessione
abbiamo ricevuto in eredità
il dono di una fede più chiaramente spiegata,
oggi la Chiesa ci invita
a commemorare ancora
martiri antichi e contemporanei.
Preghiamo dunque in special modo
per i nostri fratelli cristiani e non d’Iraq,
che un anno fa, il 18 luglio 2014,
sono stati cacciati dalle loro case (la Piana di Ninive)
e marchiati con la lettera ن (nun, nazireo),
non per la loro salvezza!
Chiediamoci come corroborare
il nostro coraggio e capacità di camminare
sulle acque di tanta incertezza
e poca accettazione e interessamento,
coraggio che invece essi hanno!
Forse perché ascoltano
solo la voce del Cristo che dice,
“Vieni”, “Coraggio, non abbiate paura!”.
Preghiamo
per avere il coraggio della fede
che ci chiede il Cristo.

 
Buona domenica

Chiediamo scusa

Dopo che avrete letto quanto segue,
non posso che chiedere scusa
per non avere pubblicato in queste ultime domeniche
la consueta preghiera per i cristiani perseguitati.
Non cessiamo di sentirci in comunione e di sostenere quanti sanno soffrendo.

Per la domenica 12 luglio

Se è vero che la preghiera del giusto molto vale, secondo San Giacomo,
innanzi allo scenario di crescente violenza,
dobbiamo riconoscere che non siamo molto giusti
o che poco insistiamo nella preghiera
per sostenere i nostri fratelli deboli che soffrono ove sono perseguitati,
noi che siamo forti,
al sicuro, in Occidente,
abbiamo il dovere morale di chiedere con cuore sincero
al nostro Dio della perseveranza e della consolazione,
di avere pietà di noi
e di renderci capaci di vedere le ingiustizie e di denunciarle,
chiediamogli dunque di cacciare da noi
il demone della tiepidezza e dell’indolenza,
che ci animi del fuoco dello zelo
per la giustizia e l’amore per il bene!
preghiamo con insistenza e portiamo con umiltà le infermità dei deboli!
il Signore abbia pietà di tutti noi.

Per la domenica 19 luglio

Continuando ad interrogarci sulla nostra essenza sia cristiana che umana,
non ci resta che pregare incessantemente il Signore affinché
nella festa della memoria dei santi padri dei concili ecumenici,
momenti della vita della Chiesa,
in cui cuore e cervello hanno brillato illuminati
dallo spirito e dall’amore per Dio
e il desiderio di conoscerlo e capirlo per meglio poterlo seguire,
anche noi siamo infiammati dal medesimo desiderio
di capire meglio Dio di modo da poter brillare come egli vuole!
e non perderci in inutili faccende che a nulla servono
mentre i nostri fratelli sotto bandiere nere
brillano
seppure sotto atroci sofferenze
fisiche, morali, spirituali e materiali.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito santo…

per la Siria e non solo

Anche in questo gioioso tempo pasquale, la Basilica continua a mantenere tra le normali litanie della liturgia due litanie speciali per la Pace in Siria e in Medio Oriente, ove i nostri fratelli cristiani, inchiodati alle loro croci di violente persecuzioni e complice silenzio mondiale, aspettano pazientemente che la loro sete di vita, pace, giustizia e di tutto quello che è degno di un essere umano, sia saziata dall’acqua vivificante che zampilla dal santo costato del Cristo Crocifisso. Preghiamo per costoro che non si lasciano vincere dalla tentazione di abiurare il santo nome di Cristo, per evitare la morte o la tortura, anzi tutto sopportano, avendo ben compreso quanto prezioso sia anche solo il Nome di Cristo! Impariamo da loro e proteggiamoli in ogni modo in cui possiamo.

In modo particolare preghiamo per i responsabili di questa nobile terra di Siria e di Iraq. Concedi loro saggezza, lungimiranza e perseveranza; che essi non cedano mai allo scoraggiamento nel loro impegnativo compito di edificare la pace duratura a cui tutti i popoli anelano, preghiamo il Signore.

Ti preghiamo per tutti i popoli del Medio Oriente. Aiutali ad abbattere i muri dell’ostilità e della divisione e a edificare insieme un mondo di giustizia e solidarietà, preghiamo il Signore.

21 operai copti

Voici l’icône réalisée pour les 21 coptes exécutés il y a dix jours. L’auteur est probablement copte, vivant aux USA.
Elle devrait paraître dans la Croix demain ou les jours suivants.
Remarquez les détails : la plage sur laquelle ils ont été martyrisés avec la mer derrière. Tous les visages ressemblent à Jésus, dont ils ont prononcé le nom jusqu’à leur dernier souffle. Les tuniques oranges rappellent la combinaison orange que les terroristes islamistes mettent à leurs victimes avant de les décapiter. Ils ont par-dessus l’étole rouge du martyre, proche de l’étole des diacres coptes, portée ici également par les anges et par le Christ.
Remarquez la pluie de couronnes que les anges leur remettent.

cari amici, credo che questa icona dica tutto quello che le parole non possono e non sanno dire.
buona preghiera per la pace.

Più atroci patimenti

In questa grande quaresima,
tempo opportuno per la sincera e profonda riflessione,
non lasciamo che il Signore ci chieda:
Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico credi?
 

Ma credendo veramente, preghiamoLo dicendo:
Dispero di me stesso, considerando le mie opere,
degne o Signore, di ogni castigo;
ecco, ho trascurato i tuoi augusti precetti,
o Salvatore,
ho consumato nella dissolutezza la mia vita:
ti prego dunque,
purificami con le piogge del pentimento,
fammi risplendere per il digiuno e la preghiera,
Tu che solo sei misericordioso;
e non avere orrore di me,
o benefattore di tutti, o più che buono.
 

E mai, nella durezza del digiuno sentiamoci grandi
per il patimento che esso può arrecarci,
pensiamo piuttosto ai fratelli cristiani
del Medio Oriente e dell’Africa
che sono costretti a ben più atroci patimenti
perché hanno creduto e vogliono credere
pur non avendo visto!
 

Buona cammino di Quaresima
Contro una globalizzazione dell’indifferenza.

Per la pace, sempre per la pace

Continuiamo a pregare per la pace in Siria, in Iraq e in Medio Oriente vista la sempre tragica e persistente situazione di violenza che continua a mietere vittime innocenti; continuiamo a pregare così finché tutti gli uomini di buona volontà che amano professarsi cristiani o giusti, non avranno il coraggio di indignarsi e di dissociarsi assieme a noi, innanzi a tale vituperata visione del mondo e a tanta, troppa indifferenza e abitudine. Quest’oggi offriamo una parafrasi del messaggio per la pace 2015 di papa Francesco.

Pregando per la pace, all’inizio di questa grande Quaresima, riflettiamo su ciò e chi costruisce la pace: ciascuno di noi e il rapporto che realizza con l’altro; perché è questo quanto è posto alla base del vivere comune.

Infatti, al“desiderio di una vita piena appartiene un anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri, nei quali troviamo non nemici o concorrenti, ma fratelli da accogliere ed abbracciare.

Essendo l’uomo un essere relazionale, destinato a realizzarsi nel contesto di rapporti interpersonali ispirati a giustizia e carità, è fondamentale per il suo sviluppo che siano riconosciute e rispettate la sua dignità, libertà e autonomia”.

Purtroppo, la sempre più diffusa piaga del disconoscimento dell’altro come mio pari “ferisce gravemente la vita di comunione e la vocazione a tessere relazioni interpersonali improntate a rispetto e carità. Tale abominevole fenomeno, che conduce a calpestare i diritti fondamentali dell’altro e ad annientarne la libertà e dignità, assume molteplici forme”. Fino alla più aberrante, l’arrogarsi il diritto di poterlo uccidere in nome di un proprio credo e della cieca violenza.

Per questo motivo lancio un pressante appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, … di non voltare lo sguardo di fronte alle sofferenze dei loro fratelli e sorelle privati della libertà e della dignità…” dall’arroganza della violenza, perché “sappiamo che Dio chiederà a ciascuno di noi che cosa hai fatto di tuo fratello?

La globalizzazione dell’indifferenza che oggi pesa sulle vite di tante sorelle e di tanti fratelli, chiede a tutti noi di farci artefici di una globalizzazione della solidarietà e della fraternità”, della verità e della giustizia, affinché la violenza di quanti credono di aver il diritto e il potere di togliere la vita all’altro, non renda più nessuno schiavo del suo capriccio immondo.