Come un vaso d’argilla

«Come un vaso di argilla il corpo umano ha bisogno per prima cosa di venir purificato dall’acqua, quindi di essere reso saldo e perfetto per mezzo del fuoco spirituale cioè di Dio che è fuoco divorante. Poi deve accogliere in sé lo Spirito Santo, dal quale riceve la sua perfezione e da cui viene rinnovato: infatti il fuoco spirituale è anche in grado di irrigare e l’acqua spirituale può anche far divampare» (Didimo d’Alessandria).

Cari amici oggi Gesù dopo averci donato la sua divinità prende la nostra carne per portarla dal Padre, un felice scambio tra Dio e noi e noi e Dio. Il cielo e la terra oggi sono un unicum e l’uomo non è più limitato al suo mondo, ma per il dono dello Spirito santo può capire, vivere, testimoniare la lingua di Dio tra gli uomini che cercano la felicità.

Viviamo bene questa settimana tra l’Ascensione e la Pentecoste, dicendo ogni giorno “Vieni Spirito santo, amico vero” e trovando il tempo per la santa messa oggi e domenica di Pentecoste.

Non spegnete il desiderio di Dio in voi.

pJgiannic

Vivere da soli? Pentecoste 2017

Puoi vivere solo con te stesso?
Se vuoi morire sì, se vuoi vivere no!

Dio, che è vita, non è rimasto con se stesso, ma si è aperto a noi in Gesù e continua a vivere con noi nello Spirito santo.

Da 50 giorni attendiamo di celebrare il dono dello Spirito santo che ci permette di comprendere e essere cristiani: «Pace a voi, ricevete il mio Spirito santo!» ha detto il Risorto ai discepoli chiusi nel cenacolo per paura.
Se il giorno di Pasqua abbiamo celebrato il valore della vita, se nell’Ascensione un Dio che si carica la nostra umanità sino al cielo; oggi celebriamo la definitiva partecipazione di Dio della nostra umanità.
Attraverso il dono dello Spirito Dio ci dice che vuole continuare a vivere con quell’uomo e quella donna che aveva creato nella notte dei tempi e che oggi è ognuno di noi redento dal sangue di Cristo. L’uomo non è chiamato a essere solo!
Oggi Dio supera le porte chiuse dei nostri cenacoli, delle nostre coscienze, delle nostre paure per offrirci la piena comunione con Lui.

Molti sono gli uomini che vivono bene e fanno del bene, anche senza conoscere Dio, penso a tanti ricercatori, fisici, scienziati… ma chi sperimenta lo Spirito santo si accorge di non poter chiedere di più per vivere bene.
Possiamo dire tante cose dello e sullo Spirito santo, non sarebbero mai sufficienti per comprenderlo, per raccontarlo, per testimoniarlo. Per capirci qualche cosa però fare riferimento oggi a un passo della lettera di san Paolo ai Corinzi: «E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito… e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito» (12,13).

Tutti abbiamo ricevuto il Battesimo, eravamo piccoli, ci è stato imposto… (quante cose nella vita ci sono imposte e non brontoliamo); ma il Battesimo, la Confermazione, lo Spirito santo, se ne stanno lì, in un cantuccio se non li vogliamo tra i piedi, perché lo Spirito santo è discreto.
Ci ricordiamo del nostro Battesimo e della nostra Cresima? Ci ricordiamo solo per una fotografia o perché continuiamo ad abbeverarci ad esso?
Vi abbeverate all’acqua potente dello Spirito santo? Vi lasciate irrigare da questa acqua? Permettete che il fuoco dello Spirito apra le porte della vita per condividere con voi l’amore del Padre e del Figlio?

Il cenacolo dei discepoli era chiuso per paura, la paura della vita, delle meraviglie di Dio: Gesù, lo Spirito santo entrano nelle nostre vite senza aprire le porte, perché sono più forti delle nostre paure e ci aprono alla vita!
E la vita non è chissà che cosa, chissà quale impresa… la vita è i piccoli passi che con verità, onestà, giustizia, sofferenza e gioia vogliamo compiere ogni giorno.

In questi 50 giorni abbiamo considerato i piccoli passi di Gesù verso gli uomini, i piccoli passi dei discepoli verso Dio, i piccoli passi della Chiesa nascente: questa è la vita nello Spirito.
Sicuramente anche voi fate dei piccoli passi nello Spirito, ma dobbiamo osare di più, dobbiamo diventare trombe, strumenti dello Spirito santo per questo mondo che è bello, quindi ha il diritto di conoscere la fonte della bellezza, della bontà, della verità.

Vieni Spirito santo, visita le nostre vite e fa di noi strumenti della tua pace non solo tra le nuvole di questo incenso o tra le note di questi canti, bensì sulle strade degli uomini dove ci vuoi condurre. «C’è più carità in una goccia di operosità che in un mare di chiacchiere!» scriveva il nostro padre Semeria e Dio non è un mare di chiacchiere, ma miliardi di gocce di Spirito santo per noi.

Santa Pentecoste.

Le donne

Evviva le donne, verrebbe da scrivere commentando le letture di oggi, 4 domenica di Avvento.
Si perché anche se la Chiesa non sempre è stata “femminista” il vangelo, e non solo quello di oggi, è assolutamente femminile!
Dio non ha scelto di rivelarsi in modo extranaturale, ha scelto il semplice corpo di una donna qualunque di un paese qualunque.
Ma la assoluta normalità di Maria non le ha vietato di ragionare e scegliere come rispondere alla proposta di Dio. Le paure e le preoccupazioni di Zaccaria, marito dell’altra donna del Vangelo, Elisabetta e di Giuseppe non fanno parte del vigore e della determinazione di Maria.
Maria, in questo racconto, è forse la vera icona del vero cristiano; nel vangelo di oggi leggiamo infatti il modello del cristiano.
Maria p colei che per prima riceve il dono dello Spirito santo in modo definitivo da qui ne consegue il suo “alzarsi” e “correre” verso la cugina Elisabetta.
Il verbo alzare è lo stesso verbo usato per indicare la risurrezione di Cristo: colei e colui che ricevono lo Spirito santo sono rialzati dalla sua forza a una vita nuova! E, come i discepoli all’incontro con il risorto, si comincia a correre ad annunciare a tutti la bella notizia. Il nostro caro SAMZ direbbe di “correre come matti verso Dio e verso il prossimo!”.
Dove trova Maria la forza per tale corsa? Nell’azione dello Spirito santo che non solo dona vita addirittura “contamina” Elisabetta, ignara di tutto, facendole sussultare il grembo.
L’azione dello Spirito santo dona vita, dona forza per correre, e contagia quanti incontra.
La comunità cristiana di Luca che aveva fatto esperienza di Pentecoste, pone Maria come prototipo, come modello dell’azione dello Spirito santo; lei che si ritroverà nel Cenacolo a pregare con i discepoli aveva già fatto esperienza dell’azione dello Spirito nel suo corpo, vero e primo cenacolo.
Attendere Gesù che viene significa perciò attendere, voler sperimentare la dolce potente azione dello Spirito santo perché, nonostante il nostro peccato, fecondi i nostri corpi per renderli portatori di Cristo, per insegnare loro a correre verso Dio e verso il prossimo, per farli capaci di contagiare tutti coloro che il Signore pone sulle nostre strade.
Solo così saremo degni di poter recitare la preghiera dell’Ave Maria e cantare con lei: Magnifica il Signore l’anima mia…