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Questo è il numero delle donne uccise solo quest’anno 2023, e non è ancora finito!
Donne a cui la vita è stata strappata da uomini che dicevano di amarle, da padri che giuravano di proteggerle e da sconosciuti che credevano di avere il diritto di fare ciò che volevano con il loro corpo.
“Non tutti siamo così, non tutti siamo mostri” questa è la frase che nell’ultimo periodo sta circolando; una frase semplice uscita dalla bocca di uomini che vogliono prendere le distanze da tutta la violenza che ci circonda.
Tutti siamo coinvolti perché non si parla di persone che impazziscono e commettono atrocità; si parla di persone normali con una vita normale che però non capiscono un NO, non capiscono il RIFIUTO, una ROTTURA.
C’è chi colpevolizza le vittime perché “non ci si presenta mai all’ultimo appuntamento” oppure perché: “poverino lui era geloso perché l’amava tanto”, “lei avrebbe dovuto aiutarlo”, “era ubriaca e l’ha provocato”, “era una bambina provocante”.
C’è bisogno di educare le persone al rispetto reciproco facendo capire che amore e possesso sono due cose diverse, che se si ama qualcuno non deve mai esserci violenza, che se una persona dice NO bisogna rispettare la sua scelta e non superare mai il limite. Per educare bisogna iniziare dal principio, da quando si è bambini insegnando il rispetto, ma anche che la violenza non è mai la soluzione, con delle lezioni diverse a seconda dell’età e ovviamente dando l’esempio per primi.
Non sarà mai un mondo senza violenza, ma la speranza di poter vivere la mia vita senza paura è il mio sogno nel cassetto.

Martina C. – 3les Bologna