Oltre le sbarre della carità

Recentemente ho avuto la possibilità di partecipare alla celebrazione di una messa nel penitenziario della città di Prato.
Sono sicura che questa possibilità sia stata un vero e proprio dono, in quanto sono riuscita a comprendere il vero senso della carità e del servizio verso gli altri in uno dei luoghi più difficili e particolari delle nostre città.
Essere stata lì, anche solo per un paio di ore, ha reso queste persone immensamente felici, così tanto da ringraziarci, da pregarci di tornare, perché, evidentemente, siamo riusciti a interrompere la ripetitività della loro quotidianità.
Da questa esperienza è emerso un crescente desiderio di aprirmi verso gli altri, anche solo per regalare un sorriso a chi ne ha bisogno.
Vedere i volti di quelle persone che, nonostante i loro errori e le loro storie, sono pronti ad accoglierti in una piccola cappella con grande gioia è stato un forte messaggio di incoraggiamento a continuare a testimoniare la carità e la cura verso l’altro, chiunque esso sia. Andare incontro al più povero, al più bisognoso, al peccatore e riconoscere in lui Gesù, volto di vero Amore e gioia infinita è stato, per me, un momento di grande impatto e crescita.
Quante volte si parla di carità, ma solo se ne parla e ci si accorge di non riuscire a concretizzarla. In questa mattina ho sentito vivi in me i principi di carità, amore e solidarietà fraterna come raramente mi era capitato di percepirli.
Ora bisogna fare il passo successivo: non fermarsi alla sola percezione di questi principi ma varcare altre porte della carità nel prossimo.

Bianca Contardi, Firenze, Gruppo Giovani parrocchia della Provvidenza